
Reframing e riconoscimento del diritto al cibo nelle politiche alimentari: Una sfida per l’Italia tra policy legacy e nuove sperimentazioni
Introduzione:
Basandosi sulla letteratura esistente, il contributo analizza le principali dimensioni del policy framing relative a food poverty e food (in)security; procede richiamando le disposizioni del diritto internazionale e focalizza l’attenzione su presupposti e implicazioni quando tradotte in provvedimenti e programmi di policy; si sofferma sull’evoluzione dei principali programmi dell’UE, inizialmente focalizzate sulla sicurezza alimentare, ma progressivamente arricchite da obiettivi di sostenibilità, biodiversità, salute e riduzione della povertà. Il caso italiano viene approfondito, benché in Italia manchi il riconoscimento costituzionale del diritto al cibo. Il caso appare comunque interessante per evidenziare come in Italia il policy frame dominante e le soluzioni che ne sono conseguite si basino sul problema delle eccedenze nel settore agricolo e dello spreco nella grande distribuzione, sua una concezione della povertà alimentare legata alla dimensione dell’insufficiente disponibilità di cibo. Le politiche si sono concentrate su riduzione degli sprechi, recupero e donazioni, affidando un ruolo centrale agli enti del Terzo Settore, come Banco Alimentare e Caritas. Tuttavia, il riconoscimento del diritto al cibo potrebbe rappresentare una spinta in grado di riformulare e mettere a sistema recenti sperimentazioni (reddito alimentare) e pratiche sociali consolidate (contrasto alla povertà non solo alimentare).



